martedì 2 agosto 2016

Davide Cervia, ventisei anni di silenzi e depistaggi (inchiesta di Fabrizio Peronaci)



Il giovane militare, superesperto di guerra elettronica, non tornò a casa il 12 settembre 1990. Fu visto mentre veniva caricato a forza su un’auto. Gli appelli del papa, i sit-in della moglie davanti alla sede del Ministero, il processo civile che si apre ora, quasi 26 anni dopo.

La scomparsa a Velletri

Davide Cervia, nato a Sanremo nel 1959, sparì il 12 settembre 1990 a Velletri, all’età di 31 anni. Dopo gli studi superiori, nel 1978 si arruolò come volontario in Marina da cui si congedò col grado di sergente, nel 1983. Il passaggio dal pubblico al privato, considerato il suo know how, fu facile: trovò subito lavoro alla Enertecnel Sud, una società di componenti elettronici con sede ad Ariccia.

Durante la leva volontaria, aveva frequentato il corso biennale di tecnico elettronico alla Scuola della Marina di Taranto e poi si era imbarcato a La Spezia sulla nave Moc 1204. Nelle stesse officine, partecipò all’allestimento degli armamenti tecnologici sulla Maestrale, prima di conseguire il brevetto di esperto in guerre elettroniche con la sigla ETE/GEe. Davide, nonostante la giovane età, era già considerato tra i massimi esperti in tecnologie belliche a livello N.A.T.O. Quella sera non tornò nella sua casa di Velletri e la moglie pensò subito ad un sequestro di persona, legato ad un traffico di uomini e armi.

Fonte: corriere.it